Un piccolo contributo

Un piccolo contributo

Quali sono alcuni, importanti fattori, che hanno ostacolato il contenimento dell’epidemia mondiale di Coronavirus?

Cosa succede nei polmoni dei pazienti presintomatici, prima che sviluppino la polmonite da SARS-CoV-2?

Perchè pazienti apparentemente paucisintomatici improvvisamente sviluppano sintomi gravi?

E cosa succede ai pazienti dei pazienti oncologici, soggetti che sono stati identificati come particolarmente a rischio, all’inizio della COVID-19?


Il “Journal of Thoracic Oncology” (IF 2018 = 12.460) pubblica questa settimana un editoriale che ho scritto con Michele Carbone MD, Ph.D., del Cancer Center dell’Università delle Hawaii; Joshua B. Green, MD, Lieutenant Governor, State of Hawaii; e John J Lednicky, Dipartimento di salute ambientale e globale, College of Public Health, University of Florida.

Nel nostro editoriale, sottolineiamo alcune cose che hanno ostacolato il contenimento della malattia da parte della sanità pubblica internazionale.

1) 5 milioni dei 14 milioni di residenti nella provincia di Wuhan hanno lasciato l’area per vacanze e altri motivi prima che il governo cinese ordinasse la quarantena;

2) Sono stati identificati kit diagnostici fallati in Cina e negli Stati Uniti, ostacolando gli sforzi dei medici per diagnosticare correttamente i casi di SARS-CoV-2;

3) la carenza di conoscenze anatomo-patologiche sulla fase precoce della malattia ha complicato diagnosi e trattamento.In particolare, nell’editoriale notiamo che il tasso di rilevazione SARS-CoV-2 è in gran parte influenzato dal numero di test eseguiti, il che crea ancora oggi una falsa narrazione circa il fatto che alcune aree del mondo siano prive di infezione, ad esempio diversi Stati Uniti, il sud Italia, ecc. In tali aree geografiche i test non sono stati eseguiti o pochi soggetti sono stati testati. L’apparente maggiore incidenza di infezioni in aree, ad esempio il Nord Italia, dove sono stati effettuati test in misura abbondante, potrebbe presto venire a cadere, soprattutto se non si controllerà maggiormente quelle aree. È facile prevedere che nelle prossime settimane, poiché i test verranno eseguiti in modo più estesa, dovremo ripensare gran parte di ciò che sappiamo ora sulla diffusione di questa malattia.

Oltre a ciò, nell’editoriale discutiamo uno dei primi esempi di dati anatomo-patologici su polmone di soggetti presintomatici, che contribuiscono parzialmente a colmare le lacune elencate al terzo punto dell’elenco. La scorsa settimana, una squadra internazionale di clinici ha pubblicato infatti una valutazione degli effetti del coronavirus, su biopsia da due pazienti presintomatici trattati per tumore polmonare nella provincia di Wuhan, in Cina, che hanno successivamente sviluppato i sintomi dell’infezione da coronavirus. Shu-Yuan Xiao, MD, patologo dell’Università of Chicago Medicine, ha pubblicato sul Journal of Thoracic Oncology un articolo che descrive le risultanze anatomopatologiche di tali biopsie e ci fa capire cosa succede nei polmoni dei soggetti infetti, prima dell’emersione dei sintomi. Il dott. Xiao ha lavorato a stretto contatto con un team dell’ospedale Zhongnan dell’Università di Wuhan.


Qui il nostro editoriale

Qui l’articolo del dott. Xiao

Enrico Bucci

Data lover, Science passionate, Fraud buster (when lucky...)

17 pensieri su “Un piccolo contributo

  1. Caro Prof Bucci, di solito uno fa sapere al mondo di un lavoro scientifico quando questo è già pubblicato o almeno è in press. Il pdf che Lei gentilmente fornisce non ha neanche la sottoscritta Accepted Article, che di solito i giornali mettono per far si che lo sharing sia immediato. Lei è una persona affidabile e sono costretto a crederLe. Ma per rispetto delle persone invase da notizie cretine (non la sua…ovviamente), La prego. Sia serio. Metta sul blog l’articolo ufficiale. Grazie.

    1. Come potrà agevolmente verificare, sia l’articolo che l’editoriale sono già stati pubblicati; tuttavia, se avrò tempo, metterò anche i link alla rivista. Sa, essendo impegnato su tutti i fronti, non posso pensare anche a chi si infastidisce per la versione del pdf.

    2. Non sempre le riviste sono liberamente accessibili a tutti. Spesso serve una registrazione, talvolta addirittura un abbonamento. Il pdf invece lo possiamo leggere tutti.

  2. Posso intervenire con una domanda che mi assilla? se il virus arriva prima in Germania, perchè il focolaio diventa l’Italia?

    1. Infatti, che il virus arrivi prima dalla Germania è una bufala dovuta alla cattiva interpretazione dei risultati e delle pubblicazioni scientifiche. Oggi ho scritto un articolo per dimostrarlo, uscirà sulla rivista del CICAP a brevissimo.

  3. Una certa area politica – in concentro con alcuni giornalisti, continua a ripetere che non aver agito sui voli indiretti ci abbia portato al punto in cui siamo oggi.
    La mia domanda è la seguente: alla luce degli importanti – seppur parziali – passi avanti fatti nella conoscen del virus e della sua diffusione, è possibile stabilire se questa accusa, essenzialmente usata come clava contro il governo, abbia o meno un senso?

    Colgo l’occasione per ringraziarla Professor Bucci, il suo impegno e il suo lavoro sono davvero preziosi.

    1. Per avere effetti dai voli aerei, bisognava cominciare molto prima e bloccare il 95% di tutti i voli. Non credo che la misura sarebbe stata praticabile in questi termini. Meglio, invece dei blocchi, la riduzione graduale e gli screening allo sbarco.

    1. Il vaccino non sarà disponibile al pubblico prima di un anno; “avere il vacicno disponibile” può significare che si è finita la sperimentazione, magari pure la produzione su larga scala, ma l’approvazione per il pubblico è una cosa che richiede un’attenta analisi di efficacia ed eventuli effetti collaterali.

  4. Buongiorno. Dalla lettura del pdf emerge dunque che, una volta sviluppati i sintomi, si possa essere già ad un livello severo di compromissione degli organi respiratori. Dunque chi ha febbre bassa e tosse da 5/6 giorni – esemplificativo della maggior parte di segnalazioni alla ausl – sarebbe inevitabilmente destinato a peggiorare? Mi rendo conto che questa sia una banalizzazione forse di una situazione estremamente seria, ma se possibile attendo una sua risposta.

  5. Prof. buona sera, mi tolga un dubbio: è vero che il virus può o forse già è in fase di trasformazione e che la ricerca fin ora effettuata verso un ipotetico vaccino potrebbe risultare vana da un giorno all’altro? Grazie.

Rispondi a Francesco d'amico Annulla risposta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: