COME COMPRARE UN ALTO H-INDEX SU SCOPUS

COME COMPRARE UN ALTO H-INDEX SU SCOPUS

La bibliometria è nata come strumento di analisi, non come misura del valore umano o scientifico. Doveva servire a comprendere la diffusione delle idee, non a sostituirsi alla valutazione del pensiero. Eppure oggi, nei sistemi accademici e di ricerca, l’indicatore numerico è diventato la lingua dominante, e l’H-index il suo idolo muto: un numero che pretende di condensare in una sola cifra la complessità di una carriera. Il risultato è una distorsione profonda, in cui la visibilità conta più della qualità, e la strategia di autopromozione più della capacità di scoprire qualcosa di vero. Il feticismo della metrica ha creato incentivi perversi, spingendo ricercatori e istituzioni a inseguire punteggi invece di conoscenza, fino a generare un mercato parallelo dove anche le citazioni possono essere comprate, vendute o garantite come un servizio commerciale. In questo scenario, l’H-index non è più il segnale di un riconoscimento scientifico spontaneo, ma una merce negoziabile: la prova che la misurazione, quando diventa fine e non mezzo, corrompe il senso stesso della ricerca. È in questo contesto che si inserisce la proliferazione di siti e agenzie che offrono, a pagamento, di far crescere l’H-index su Scopus, Web of Science o Google Scholar, trasformando un indicatore di impatto in un prodotto da scaffale.

L’analisi comparativa di quattro siti che offrono servizi per incrementare l’H-index — Futurity Research Publishing, Science-Publisher.org, spubl.kz e un’offerta individuale su Upwork — consente di delineare con chiarezza un mercato parallelo che promette, dietro pagamento, di far crescere artificialmente indicatori bibliometrici nei principali database internazionali. Ciò che emerge è un insieme coerente di strategie, tariffe e meccanismi tecnici che, pur variando per grado di esplicitazione, convergono sullo stesso obiettivo: aumentare il numero di citazioni indicizzate agli articoli di un autore, così da elevarne l’H-index su Scopus, Web of Science o Google Scholar.

Il caso di Futurity Research Publishing è il più trasparente. La pagina “Boosting Your Academic h-Index” espone una promessa esplicita di rimborso in caso di insuccesso (“result guarantee or your money back”) e, soprattutto, la modalità operativa: “Citations to articles in preparation and publication of articles citing your works”. L’offerta non riguarda quindi la consulenza o l’ottimizzazione dei profili, ma la produzione o la gestione diretta di articoli che contengono citazioni mirate ai lavori del cliente. Il tariffario, riportato pubblicamente, distingue per piattaforma: 20 dollari a citazione per Scopus (ridotti a 15 per volumi elevati), 18 per Web of Science (15 oltre soglia) e 7 per Google Scholar (5 oltre soglia). Vengono garantiti l’uso di pubblicazioni “reali”, la “legalità” del processo e la “riservatezza”, con tempi di consegna sincronizzati ai cicli di indicizzazione delle banche dati. L’insieme delle informazioni indica un modello basato sulla fornitura diretta di citazioni tramite nuovi articoli prodotti o veicolati dal fornitore, con un controllo sufficiente sulla pubblicazione da permettere la pianificazione delle tempistiche. Il costo complessivo dipende dal salto di H desiderato: per aumentare di tre punti l’indice di un autore con H = 9, potrebbero servire 30–36 citazioni distribuite su tre articoli prossimi alla soglia, equivalenti a una spesa di 450–720 dollari per Scopus, cui si aggiungerebbero eventuali costi per la replica su altre piattaforme.

Science-Publisher.org adotta una veste più ambigua, alternando toni moralistici e pratiche commerciali. Nella pagina “Increasing the Hirsch index” vengono presentati i metodi “naturali” e “artificiali” per incrementare le citazioni, ma tra i servizi offerti si elencano attività che vanno dal “ricercare articoli che possano citarti” al “tracciamento dell’indicizzazione” e all’“acceleration of the indexing process”, culminando nella promessa di “guarantee the increase of your h-index to the desired level”. Il sito menziona un costo medio di 50 dollari per citazione, dichiarando implicitamente che la transazione riguarda la collocazione di riferimenti nei lavori di terzi. Il meccanismo risulta affine a quello di Futurity, ma il prezzo unitario più alto riflette presumibilmente una maggiore difficoltà a ottenere inserimenti in sedi Scopus o WoS di qualità superiore. Per un incremento di pochi punti di H-index, le cifre si collocano nell’ordine di migliaia di dollari, con pacchetti “chiavi in mano” che comprendono anche la gestione della pubblicazione e dell’indicizzazione.

Il sito kazako spubl.kz (Scientific Publications Kazakhstan) propone una gamma di servizi ancora più articolata. L’offerta “Work with citation of publications” include “audit del profilo autore”, “organic citation”, “layout delle references” e “acceleration of the indexing procedure”. Un modulo di contatto chiede espressamente il “desired Hirsch Index” del cliente, distinto per fasce (1–5, 6–10, 10–25, oltre 25), e la banca dati d’interesse (Scopus o Web of Science). L’assenza di un prezzo unitario per citazione è compensata dalla presenza di listini per la pubblicazione diretta: “from 900$” per Scopus e “from 950$” per WoS. È presente anche un messaggio promozionale che offre “free citation of your research or a discount on publication services”, chiaro segnale che la citazione è considerata un incentivo commerciale. Il modello operativo sembra ibrido: da un lato la vendita del servizio di pubblicazione in riviste indicizzate, dall’altro l’aggiunta di citazioni “organiche” all’interno degli articoli prodotti o gestiti dal network della società. La tariffa complessiva, stabilita “individually” in funzione dell’obiettivo, può facilmente superare le migliaia di dollari, soprattutto quando si renda necessario confezionare più articoli contenitori per veicolare le citazioni desiderate.

Diverso è il profilo dell’offerta pubblicata su Upwork, piattaforma per freelancer, che propone “Increase citations h index on Google Scholar, semantic, academia, and Scopus”. Qui l’approccio è meno strutturato e il tono più generico: si parla di “Citation Enhancement”, “H-Index Amplification”, “Platform Optimization” e “Performance Tracking”, con tre livelli di prezzo — 100, 150 e 280 dollari — e tempi di consegna compresi tra 14 e 30 giorni. Non vengono indicati numeri garantiti di citazioni né sedi di pubblicazione. È verosimile che il servizio consista in operazioni di ottimizzazione dei profili (fusione di omonimie, completamento dei metadati, gestione delle affiliazioni, SEO accademica) combinate con tentativi di inserimento di citazioni in contenuti facilmente indicizzabili da Google Scholar, come preprint o proceedings a bassa selettività. Gli effetti, in questo caso, sono probabilmente limitati alle piattaforme non filtrate, con impatto marginale su Scopus o WoS, che richiedono l’inclusione in articoli effettivamente indicizzati.

Dalla comparazione emerge una gerarchia di complessità crescente. Il primo modello, rappresentato da Futurity, si basa sul “pay-per-citation” esplicito, con promessa di risultato e rimborso: le citazioni sono inserite in articoli controllati o prodotti dal fornitore, con prezzi compresi tra 5 e 20 dollari a seconda della banca dati. Il secondo, quello di Science-Publisher, dichiara di gestire l’intero processo di pubblicazione e indicizzazione e stabilisce un prezzo medio di 50 dollari per citazione, in un contesto più costoso e presumibilmente più “selettivo”. Il terzo, incarnato da spubl.kz, prevede la costruzione di preventivi su misura e la combinazione di pubblicazioni e citazioni, offrendo la possibilità di indicare il livello di H-index da raggiungere e di ricevere citazioni come bonus promozionale. L’offerta di Upwork, infine, si colloca in fascia bassa, senza accesso a reti editoriali controllate, e fornisce un incremento di visibilità più che una crescita effettiva dell’indice.

Il costo reale per incrementare di pochi punti l’H-index può essere stimato con buona approssimazione. Poiché l’indice dipende dal numero di articoli che raggiungono o superano una determinata soglia di citazioni, la sua crescita richiede interventi mirati su lavori prossimi alla soglia stessa. Per un aumento di due o tre punti occorrono decine di nuove citazioni distribuite con precisione, spesso 5–10 per ciascuno dei due o tre articoli strategici. Ai prezzi esposti pubblicamente, ciò corrisponde a circa 600–800 dollari con Futurity, 1.500–2.000 con Science-Publisher, e fino a 3.000–4.000 con spubl.kz se l’operazione include anche la pubblicazione di articoli veicolo. I pacchetti di Upwork, con costi inferiori ai 300 dollari, offrono al massimo un effetto cosmetico su Google Scholar.

Le tecniche implicate da questi servizi si riconducono a tre leve principali. La prima è la produzione o la regia di manoscritti “citanti” in sedi indicizzate, spesso proceedings o periodici di basso impatto ma rapida pubblicazione, in cui vengono inseriti pacchetti di riferimenti a pagamento. La seconda è l’utilizzo di repository e fonti facilmente indicizzabili da Google Scholar per generare in breve tempo un aumento artificiale delle citazioni, utile per gonfiare il profilo online dell’autore. La terza è la gestione dei tempi di comparsa nelle banche dati, talvolta favorita da rapporti privilegiati con editori o agenzie editoriali, che consente di promettere risultati entro specifici cicli di indicizzazione. La combinazione di questi elementi — promesse di risultato, prezzi per citazione, garanzie di riservatezza e bonus di marketing basati su citazioni gratuite — rivela un sistema strutturato di manipolazione bibliometrica, che si appoggia a una rete di canali editoriali compiacenti e sfrutta le debolezze dei sistemi di indicizzazione automatica.

Nel complesso, il quadro mostra come la compravendita di citazioni e l’aumento artificiale dell’H-index siano già organizzati come un mercato globale, con prezzi differenziati per piattaforma, tempi garantiti e livelli di sofisticazione crescente. I siti analizzati illustrano in modo esemplare la transizione da servizi apparentemente di “supporto accademico” a vere e proprie agenzie di manipolazione metrica, capaci di confezionare e collocare pubblicazioni citanti su richiesta del cliente. L’esistenza di listini pubblici, garanzie di rimborso e moduli per la scelta del livello di H-index da raggiungere conferma che non si tratta di iniziative isolate, ma di un’industria parallela che sfrutta la dipendenza delle carriere e delle valutazioni accademiche dagli indicatori quantitativi.

Enrico Bucci

Data lover, Science passionate, Fraud buster (when lucky...)

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